Bullismo

Cyberbullismo

Depressione

Suicidio​

Autolesionismo

Ansia

Attacchi di panico

Orientamento sessuale e identità di genere

Disturbi del comportamento alimentare

Bullismo

Essere vittima di bullismo può capitare a chiunque, in qualunque momento della vita. Sfortunatamente è molto comune, quindi non pensare di essere sol*. Oltre a te moltissime altre persone sono passate attraverso situazioni simili e possono capire bene come ti senti.

Ci sono differenti tipologie di bullismo, di cui si può essere vittime a scuola ma anche a casa. Qualsiasi sia la forma di bullismo, gli effetti possono comunque essere devastanti sulla vita di una persona.

• Fisico: violenze ,pugni, schiaffi, spinte, o furti dei tuoi oggetti personali , come la borsa o lo smartphone
• Verbale: può includere nomignoli, sarcasmo oppure l’essere ignorat* o isolat* da amici e compagn*
• Cyber- bullismo : puoi ricevere messaggi sgradevoli via mail o chat,oppure scoprire che tue foto imbarazzanti sono state pubblicate sul web.

Se sei vittima di bullismo potresti trovare utile parlare con qualcuno riguardo alla situazione in cui ti trovi, in particolare se ti senti isolat*, sfiduciat* o senza speranza. Può essere anche molto utile parlare con altre ex vittime di bullismo e del modo in cui sono riuscite a gestire la situazione.
In qualsiasi luogo tu sia stato bullizzato, a scuola, a casa, o sul web , la situazione è egualmente seria e grave e ricordati che puoi trovare un aiuto.

• prova a tenere una “postura sicura“ che ti può agevolare a tenere i bulli alla larga da te
• ignora i commenti e vattene via
• cerca di non restare sol* e resta in un’area affollata per evitare i bulli
• tieni traccia di tutte le volte che hai subito atti di bullismo; potrebbe esserti utile per dimostrare quante volte il comportamento si è ripetuto
• Informati sulle ragioni per le quali chi compie atti di prepotenza si comporta in questo modo. Questo ti può aiutare a renderti conto che non si tratta di un attacco personale nei tuoi confronti

Cyberbullismo​

Il cyberbullismo è quell’insieme di azioni di prepotenza, molestia, minaccia o ingiuria continuative, messe in atto da minori nei confronti di altri minori, effettuate tramite mezzi elettronici e/o su spazi virtuali. Il cyberbullismo può avvenire tramite messaggi di testo, foto / foto o video; telefonate, e-mail, chat room, messaggistica istantanea o siti Web

Flaming: invio di messaggi elettronici deliberatamente ostili, violenti e volgari che vogliono provocare e suscitare conflitti verbali all’interno della rete.
Harassment: molestie che si attuano con parole o comportamenti ripetuti, verso una persona e che causano disagio emotivo e psichico.
Cyberstalking: l’invio ripetuto di messaggi che includono esplicite minacce fisiche che provocano paura per la propria incolumità.
Denigration: messaggi dispregiativi con pettegolezzi e commenti crudeli, e denigratori che hanno lo scopo di danneggiare la reputazione.
Impersonation: scambio e sostituzione di persona: il cyberbullo si crea un’identità falsa con il nome di un’altra persona nota, usando una sua foto, creando un nuovo profilo parallelo, fingendo di essere quella persona per poi parlare male di qualcuno, offendere, farsi raccontare cose.
Trickery e Outing: il cyberbullo diffonde informazioni intime, private o imbarazzanti ottenute dalla vittima.
Exclusion: bannare deliberatamente un altro utente dal proprio gruppo di amici, dalla chat o da un gioco interattivo, per ferirlo e ridurre la sua popolarità.
Sexting: invio di messaggi con immagini sessualmente esplicite inerenti al sesso .

• non sentirti in colpa
• Cerca di non reagire a nessun messaggio; il bullo vuole che tu reagisca, e quindi la miglior forma di difesa è ignorarlo.
• parla con i tuoi genitori, gli insegnanti, le Forze dell’Ordine
• Conserva sempre le cose che il bullo scrive di te: potrebbero tornare utili
• Se i messaggi, le chiamate o le mail continuano, puoi informare il gestore del sito internet o dei Social per il blocco e la rimozione dei contenuti legge71
• Cambia il tuo numero di telefono o l’indirizzo di posta elettronica :dovrebbe stoppare immediatamente ogni contatto sgradito. Fai attenzione a chi lasciare i tuoi nuovi contatti

Depressione​

Capita a tutti di sentirsi giù di morale o molto tristi . Può succedere di avere giornate storte ed essere delus* dagli altri, come anche di perdere interesse per attività prima considerate piacevoli. Quando la tristezza non va via nonostante siano trascorse settimane o mesi, ed interferisce con la propria capacità di stare insieme agli altri e godersi la vita, è possibile che si tratti di una forma di depressione.

La depressione è un disturbo dell’umore diffuso e frequente anche durante la crescita. Si tratta di una condizione clinica caratterizzata da una modificazione stabile e prolungata delle emozioni, delle energie e del pensiero che ha un forte impatto sul funzionamento della persona colpita.

• Umore triste e irritabile insieme a incapacità di apprezzare le attività che prima si amavano
• Letargia, affaticamento e sensazione che le attività svolte assorbano molte energie.
• Modifica dell’appetito, sia con un aumento sia con una diminuzione della fame con conseguenti variazioni del peso corporeo
• Alterazione del sonno che può presentarsi come difficoltà a dormire o tendenza a dormire troppo.
• Diminuzione dell’energia e facile faticabilità
• Difficoltà a concentrarsi, a pensare
• Senso di svalutazione e di colpa
• Sensazione di aver perso le speranze, che la vita sia inutile e insignificante. Questo può anche portare anche a pensieri di morte con ideazioni suicidarie

La depressione è una malattia ed è quindi importante identificare subito i segnali di allarme.

Puoi attraversare periodi in cui ti senti annoiato, disinteressato e con scarsa autostima ma se durano a lungo ed interferiscono con la tua frequenza scolastica, la tua voglia vedere gli amici e di svolgere attività sportive o del tempo libero che prima amavi fare allora deve rivolgerti ad un* specialist*.

Suicidio​​

Ci sono dei momenti nella vita, in cui ci si sente disperat*, esclus* da tutto e da tutti e si è in una situazione in cui mancano le forze per affrontare la vita.
In questi momenti si inizia a pensare che la soluzione possa essere sparire dalla terra, si pensa che morire possa mettere fine a tutte le sofferenze.
Può capitare di avere pensieri suicidi perchè possono venire visti come una soluzione a problemi che sentiamo inaffrontabili senza considerare che le cose potrebbero cambiare oppure essere affrontate.

I pensieri suicidi sono parte delle crisi molto profonde, così come la febbre si accompagna alla polmonite. Così come è bene non fare finta di niente se abbiamo la febbre alta, allo stesso modo, se si presentano pensieri di suicidio è fondamentale non sottovalutarli né fingere di non averli.
Molti di coloro che attraversano una crisi esistenziale con pensieri suicidi soffrono anche della solitudine che deriva dalla paura di confidarsi. Cercare il dialogo e rompere l’isolamento procura in genere un enorme sollievo e maggiore sicurezza. Spesso, in questo modo, l’insistenza dei pensieri suicidi diminuisce.
Quindi se hai pensieri riguardanti il suicidio prova ad individuare una persona di fiducia e che ritieni in grado di accogliere le tue parole, non necessariamente all’interno della cerchia più ristretta di conoscenti e familiari. A volte è più semplice parlare con un estraneo o qualcuno che vede la nostra situazione da una certa distanza.
Parlare del tuo stato d’animo consente a chi ti sta vicin* di provare ad aiutarti. Può darsi che chi ti conosce abbia notato che qualcosa non va e sarebbe disposto a offrire il proprio aiuto

Ricorda che il suicidio spesso è una soluzione permanente ad un problema temporaneo; spesso chi decide di togliersi la vita non lo fa perchè lo vuole veramente ma desidera solamente far cessare la sofferenza.

• Prenditi e concedi tutto il tempo necessario per ascoltarlo e dialogare con lui o lei
• Non giudicare i suoi pensieri, non sminuirl* e non farl* sentire anormale perché li ha
• Sii consapevole dei tuoi limiti, non puoi risolvere i suoi problemi ma puoi offrire supporto ed incoraggiamento a parlarti di come si sente
• Fai capire che se anche si sente solo o sola , lui o lei è importante per te
• Puoi anche fare sapere che esistono dei servizi e delle reti utili a cui rivolgersi; non devi forzarl* a cercare aiuto, ma puoi assicurare che tu ci sei i e sarai di supporto se vorrà

Autolesionismo​

L’autolesionismo si caratterizza per la volontà di procurarsi danni fisici che non sono necessariamente legati a tentativi di suicidio o desiderio di togliersi la vita.

Le persone si fanno del male in molti modi, per esempio tagliandosi o ustionandosi, strappandosi i capelli, oppure sbattendo il proprio corpo contro qualcosa, bevendo molto o assumendo quantità eccessive di droghe che possono portare a un’overdose.

Sono molte le ragioni per cui le persone si autolesionano e il significato di questo comportamento per ogni individuo è legato a ragioni personali; spesso è un modo di affrontare pensieri e sentimenti molto difficili allo scopo di gestire, ridurre e tollerare lo stress. Frequentemente è un comportamento che viene tenuto segreto.

L’autolesionismo riguarda persone di tutte le età, sesso, religione e cultura, quindi non sentirti solo. Parlare con qualcun* di cui ti fidi ti aiuterà a fare i primi passi per capire perché ti fai del male e potrà essere di supporto per aiutarti a trovare altri modi per affrontare i tuoi sentimenti .

Inoltre per evitare di farti del male potresti provare ad utilizzare una di queste strategie:
• aspetta e prendi tempo. Quando hai un impulso autolesionistico, rimandarlo è efficace per spezzare questo ciclo. Prova per esempio ad aspettare 10 minuti. Stai a vedere se l’impulso passa. Qualunque cosa tu faccia, ovunque tu sia, imponiti di fermarti prima di farti del male
• recati in un posto che ti permetta di stare con altre persone: per esempio puoi andare in soggiorno per stare con la tua famiglia o i tuoi coinquilini oppure potresti decidere di andare in un posto pubblico, come un bar o un parco.

Circondati di gente
• puoi chiamare qualcun* con cui parlare, come un familiare, un amic* fidat* o un centro di ascolto dedicato all’autolesionismo
• cerca di distrarti facendo qualcosa che ti piace: ognuno ha delle proprie modalità per esempio ascoltare musica, guardare un film , leggere
• rimuovi gli oggetti pericolosi dalla tua casa. Elimina tutto quello che usi per farti del male. Butta coltelli, accendini e qualsiasi oggetto che potresti usare per lesionarti.

Ansia​

L’ansia è un meccanismo che ha una precisa funzione: quella di anticipare la presenza di un pericolo, prima ancora di averlo davanti :in questo differisce dalla paura, in cui invece il pericolo è presente.

A volte può capitare di essere molto preoccupat* prima di una verifica o un’interrogazione ma anche di far fatica a dormire, fatica a concentrarsi, a volte piangere per piccole cose, e ci si può sentire insicur*, impaurit* e in apprensione.

Possono esserci anche dei sintomi fisici come mal di testa , mal di stomaco , mal di pancia , dolori al petto , dolori muscolari , sudorazione, tachicardia.

Se ti trovi in una situazione che ti crea ansia è possibile provare a gestirla con alcune strategie come per esempio:
• parla con qualcun* di cui ti fidi per esprimere le tue emozioni e preoccupazioni
• nei momenti di stress e ansia più acuti puoi interrompere quello che stai facendo e prenderti una pausa per liberare la mente
• pratica attività fisica regolarmente : allenta la tensione e scarica il nervosismo
• cura il sonno e dormi almeno 7-8 ore
• impara tecniche di rilassamento, meditazione e respirazione guidata , tai- chi yoga e mindfulness
• limita le bevande ricche di caffeina ed alcolici
• stai il più possibile all’aria aperta e in mezzo alla natura

Nel caso in cui i sentimenti d’ansia siano estremi ed incontrollabili ed interferiscono con la tua vita impedendoti di svolgere le tue attività quotidiane potresti avere un disturbo d’ansia: in questo caso occorre un intervento professionale che possa aiutarti a gestire i sintomi diventati fastidiosi e fortemente limitanti.

Attacchi di panico​

L’attacco di panico è la manifestazione di un disagio molto profondo e si manifesta con l’improvvisa comparsa di emozioni intense come ansia e paura accompagnate da sintomi fisici e/o cognitivi.

Si può essere in presenza di un “attacco di panico” quando si presentano 4 o più sintomi tra questi elencati:

• Difficoltà a respirare e sensazione di soffocamento
• Dolore o fastidio al petto palpitazioni o tachicardia
• Sudorazione e/o tremori
• Nausea o disturbi addominali
• Sensazione di vertigine, instabilità o svenimento
• Paura di perdere il controllo o di “impazzire”
• Paura di morire
• Derealizzazione (sensazione di sentirsi al di fuori la realtà) o depersonalizzazione (estraneità e sensazione di non sentirsi più se stessi).

Come si può gestire l’attacco di panico?
Gestire un attacco di panico quando si sta per manifestare non è facile, ma può essere utile seguire questi consigli per calmarsi:
• Cerca un luogo dove non ci sia confusione, dove tu possa stare tranquill*
• Cerca di percepire il respiro e calmarlo, inspirando ed espirando lentamente
• Concentrati su un pensiero alla volta, affrontando solo la situazione del qui e ora.
Per fare fronte a questi eventi può essere utile il supporto di un* psicolog* e della psicoterapia con l’obiettivo di imparare un metodo per gestire la situazione e superarla gradualmente.

Orientamento sessuale e identità di genere​

Il ruolo di genere è l’insieme dei comportamenti e atteggiamenti che, socialmente e culturalmente, sono tipicamente attribuiti a persone di un determinato genere. Con espressione di genere si intende il modo in cui una persona esprime pubblicamente il proprio genere, che può manifestarsi attraverso la scelta di nomi e pronomi, abbigliamento, trucco e linguaggio del corpo.

L’orientamento sessuale risponde alla domanda “chi mi piace” Può includere l’attrazione verso persone dello stesso genere (orientamento omosessuale), del genere opposto (orientamento eterosessuale), di entrambi i generi (orientamento bisessuale), o essere indipendente dal genere (orientamento pansessuale)

L’identità di genere si riferisce a un intimo e profondo senso di sé come individuo maschile, femminile o appartenente a un genere diverso, che può corrispondere o meno al genere assegnato alla nascita e alle caratteristiche sessuali primarie o secondarie.
Ti senti atratt*da persone del tuo stess* sesso? Ti percepisci in un modo diverso rispetto al modo in cui la gente pensa si debba comportare una persona del tuo genere? Ognun* di noi può scoprire il proprio orientamento sessuale in differenti momenti della vita ma solitamente l’adolescenza è il momento in cui si prende consapevolezza di se stessi. Alcune persone possono scoprire di essere emotivamente e sessualmente attratte da persone del proprio genere, o da entrambi i sessi. Altre persone possono percepire il proprio corpo in maniera diversa da quello che le persone si aspettano da loro, per esempio un ragazzo con i genitali maschili può percepirsi emotivamente donna.

Potresti sentirti preoccupat* per il fatto che ti senti divers* dai tuoi amici o potresti avere delle domande ma non sapere bene a chi porle. E questo potrebbe generarti solitudine, confusione e isolamento. Ricordati che è normale sentirsi in questo modo e che molti come te, provano gli stessi sentimenti. Sono disponibili servizi di supporto e di ascolto specifici per gay, lesbiche, bisessuali e transgender (LGBTQA+) persone che sanno come ti puoi sentire.

Disturbi del comportamento alimentare​

Con il termine Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si fa riferimento ad un disturbo o disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo. In questi disturbi, l’alimentazione può assumere caratteristiche anche ossessive, tali da compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo “regolare” e da mantenere normali comportamenti verso il cibo. Tutto ciò compromette il benessere psico-fisico della persona. I disturbi dell’alimentazione sono uno dei problemi di salute più frequenti negli adolescenti e nei giovani adulti, soprattutto nel genere femminile. I più comuni sono l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa.

Nell’anoressia si ha una significativa riduzione di peso rispetto alla norma, con una notevole paura di ingrassare: nella bulimia ci sono ricorrenti episodi di perdita di controllo sull’alimentazione (abbuffate), insieme a diversi comportamenti che hanno lo scopo di evitare l’aumento di peso (digiuni ripetuti, vomito autoindotto, esercizio fisico eccessivo, uso improprio di lassativi e diuretici). In entrambi i disturbi la stima di sé è molto condizionata dal peso e dalla forma del corpo e dall’immagine che la persona percepisce di se stessa . L’ idea di cosa sia un’alimentazione sana e un peso ideale si intreccia spesso con l’età, il gruppo sociale e con canoni di bellezza socialmente riconosciuti che vengono a loro volta influenzati dalle emozioni e da eventi stressanti

Il confine tra quella che può essere considerata un’innocua attenzione per la dieta e per le forme del corpo, specialmente per i giovani, e l’insorgere di una malattia non è sempre facile da definire.

• cerca di comprendere se hai veramente fame oppure sei spinto da una fame emotiva – causata da possibili pensieri, emozioni, comportamenti, attivazioni fisiologiche ed eventi stressanti
• prendi coscienza che hai un disagio (consapevolezza) perchè senti che la situazione ti crea una notevole quota di sofferenza
• sii disponibili a “mettersi in gioco”
• cerca la forza e il coraggio di chiedere un aiuto credendo che esiste la possibilità di cambiare (senso di efficacia)

Qualsiasi cosa tu decida di fare, ricorda che è importante parlare il prima possibile di questa situazione con qualcun*

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